Montag – Contro il potere

May 10th, 2012

Imprigionato all’angolo di uno stato corrotto
che nulla m’ ha dato se non il vuoto più assoluto
se il politico votato ha giocato col mandato
nel tempo concesso
restiamo in bilico tra lo sfruttato
e la testa dentro il cesso
se hai dato adito alla schiavitù del compromesso
novanta gradi di successo
vendete il vostro voto quindi vendete tutto
se riflesso non vedete il vostro volto
è perché lo specchio s’è oscurato
se lo vedete avete abbastanza soldi per pulirlo
sto a ragionevole distanza nel sottofondo
non m’inchino per nessun padrone supino
meglio morir di fame che esser burattino
abbatti le barriere con la forza
della penna e del dolore
spezza le catene con la brezza
che ti governa il cuore
decidi solo dopo attenta riflessione
indica il migliore
nella cabina elettorale
dev’esser la ragione a comandare
non la televisione e le cazzate che propone
prendi il libro che ti aggrada
dentro la biblioteca comunale
stendi le pagine e accada quel che accada
per pensare
avrai strumenti invincibili
contro il prossimo buffone
vi vedo labili
e altro che bamboccione
proviamo a partire tutti con gli stessi mezzi
vediamo chi va a governare e si prende gli spazi
del vostro potere nei vostri animi corrotti
restaran macerie di patetici complotti
dove sono i soldi dei finanziamenti ?
Ladri, gattopardi, sorrisi smaglianti
ve li avete sputtanati per sollazzarvi
a spese degli altri
voglio cancellarvi
seduto su una sedia per acculturarmi
canto la vostra tragedia con pacifiche armi
premo su una tastiera non potete fermarmi
prendete tutti per il culo già da troppi anni
di sicuro i manganelli non possono placarci
per ogni Carlo Giuliani avrai un milione di ragazzi
pronto ad apportare i necessari cambiamenti
sedevi sui prati ed ammirate il cielo
quanto stanno per schiacciarvi cantate tutti in coro
vogliamo cultura, lavoro e la pensione
lavorando insieme sempre meno ore
contro ogni forma di potere
acqua pubblica come ogni bene
le banche siamo noi a doverle controllare
libertà è partecipazione
il vostro debito del capitale
non lo dobbiamo più pagare

Montag – Il soffio assente

April 28th, 2012

Il soffio di questo mare è doloroso da ascoltare
epitaffio del respiro che sento dentro il cuore
sconvolto dall’incomprensione annego senza una ragione
appannato volto che devo cancellare
mentre la mia voce sembra sparire,
tra persone che parlano non potendosi sentire
non ti riesco più a vedere tra i rancori
a pugni stretti abbatto le pareti in questi inferni interiori
combatto per ridarti nuova vita dentro le canzoni
non riesco a lasciarti andare questa volta
vivi in me in una lacrima travolta
chiuso dentro te da quando ho un’esistenza
il tuo profumo è la mia essenza
mi consumo sulla tua assenza
ogni ricordo è un frammento di mancanza
se lo compongo ho il puzzle del dolore
che ripongo sulla parete dove sgorga il sole

Rit.
sei il soffio assente che il vento
accarezza dolcemente
il graffio del mio cuore perduto
nell’essenza del presente
sei il tutto del mio niente
sei il canto sempre più distante

anche se non sei qui accanto
io ti sento dentro, sento il tuo pianto
che dorme sopra il mio cuscino
sempre più distrutto
respiro il veleno per lasciarti andare
distanza che esplode nella passione
questa stanza si vuole illudere con il soffio del tuo odore
tra voce / dell’amore che risuona distante
nella pace / ombra del vuoto del presente
chiarore dei tuoi occhi che s’infrange ansimante
con le parole per parlare mentre resti indifferente
soffio assente che respira dentro un mare incessante
ha cambiato tutto niente pare importante
esco qui fuori per vederti tornare
soffio su una fiamma che non posso alimentare
inconsapevolmente spinto dall’illusione
che tu sia l’anima mancante tra me e la vita senza fine

Rit.
sei il soffio assente che il vento
accarezza dolcemente
il graffio del mio cuore perduto
nell’essenza del presente
sei il tutto del mio niente
sei il canto sempre più distante

Montag – Incipit

April 5th, 2012

 
Resto sommerso dal buio del tuo tramonto
ma adesso n’esco qui non faccio alcuno sconto
dal terrore a Montag
illumino lo sfondo
dal dolore alla cecità
porta la strada che lega il mondo
senti soltanto e prendi quel che porto
eleggi chi ritieni migliore
e portalo in parlamento
distruggi il sistema da dentro
e non spargere fuoco
vivi come il vento

trascinati nel canto
che guida la tua anima dall’alto
non è un dio è il tuo sentimento
scrivilo su un foglio bianco
racchiudilo nel libro del firmamento
e mostra a tutti quanto è forte il tuo lamento
cerca di trasmettere e non d’avere un riscontro
ne risentimento
trasparente come il vetro e indistruttibile
come l’idea del cambiamento

secondo tempo e non è intrattenimento
né puttane senza senso che danzano per il compendio
dentro quello schermo
altro che vilipendio
è attentato al mio valore, al mio cervello
e soprattutto al cuore
dagli attimi di terrore prendi la parte migliore
tramutala nella tua vita e nella tua passione
e vivi come se domani non avesse ragione
cogli ogni rosa che ti danza accanto
perché se la lasci appassire vivrai dentro il rimpianto
è il soffio di vita mancato che non vuol morirti dentro
la lacrima non ti abbandona, devi stare attento
la regina ha una veste che tradisce ogni tuo senso
Tieni la tua famiglia sopra un piedistallo
sussurra come ad un figlia quando la stai baciando
e abbraccia tuo fratello all’alba del giorno

Benvenuto in quest’arte senza tempo
nata nell’instante dove il potere chiedeva il silenzio
liberata dalla prigione di cemento
che vivo ogni giorno tra le pareti di questo appartamento
Scrivo, compongo focalizzo i lineamenti, dipingo il mio volto
sempre diverso, originale é certo che non sarò mai omologato

raccogli ogni granello dal selciato
usalo per forgiare il pane
da mangiare quando lo stomaco sarà vuoto
riempiti d’amore e accarezza ogni malato
non farti rapire da chi promette il tutto
rapisci col cuore ogni anima che ha pianto
pianta un seme per ogni passo che hai fatto
l’albero che crescerà avrà radici dappertutto
i frutti che darà ti sazieranno e segneranno ogni percorso
di ogni libro bevine un sorso
nutriti delle parole che t’han dissetato
scrivi ogni momento vissuto
trasmetti con il sentimento
Rialzati e combatti
Quando tutto é perduto
Costruisci pace nel deserto
demolisci la guerra e sarai davvero nato

Soffio di primavera

March 25th, 2012

Un giorno un anziano signore mi disse che lo scorrere del tempo non aveva importanza quando si ammirava la crescita di un fiore o quella di un amore.
Ma quest’oggi perturbarmi dentro un così dolce, soffice e limpido fiore che non ha la voglia, la forza, la tiepida saggezza di attendere lo sbocciare del bacio che possa rapirlo nell’eternità dell’amore, mi fa pensare che il presente abbia abbandonato la lenta necessità che il sentimento richiede per abbracciarsi e fondersi in una sola anima.

Niente può annullare il tempo, esso è necessario. Nessuna rosa di questo giardino è nata in un sol giorno.

Poi l’anziano, forse ignorando François de La Rochefoucauld, disse ancora:
- il tempo fa assottigliare le passioni mediocri, ma fa esplodere le più grandi.

 

Non chiedo attesa,
alle labbra di questa rosa.
Scompaio senza proferir parola,
or che ammiro la primaver che vola.

Al calar dell’aria in questa brusca sera,
ti sento viver dentro,
mentre t’attendo
tra il fior che respira.

Forse non merito, un destino
così piacevole e di favore.
Forse non do lacrimo, sopra questo cuscino
che accoglie spoglie di dolore.

Starò in silenzio ad attendere
che quel vento mi possa sfiorare.
Ascolterò il tuo canto giungere,
anche se le mie note non vorrà suonare.

Tutto ciò che scrivo,
qui dentro risulta subdolo, banale.
Quello che or vivo,
ingiusto, insensibile, irreale.

E quando le parole mancano, di tacer sol resta.
Le primule incantano e col tuo nome fan tempesta…
Non lasciar che sfiorisca…

Attendi che cresca,

 

Salvatore Andrea Laconi

Anima limpida

March 6th, 2012

Prova a seguire il tuo cuore.
Realizzerai d’avere un’anima.

Salvatore Andrea Laconi

Immaginario

February 17th, 2012

Il pensiero è frammentato in angoli di cielo.
Tu sei il suo colore.

Salvatore Andrea Laconi

La veste del tuo sorriso

February 17th, 2012

Ti vedo gioiosa come la luce dei tuoi occhi.
Vedo il tuo sorriso estendersi e avvolgere d’incanti.
Hai sempre emanato una luce capace d’abbagliarmi,
hai colmato la mia pace senza mai sfiorarmi.

Mi manca la tua presenza, mi mancano i tuoi respiri.
mi manca la speranza, il timor che non continui.

Avrei voluto starti accanto,
osservarti ed ascoltare l’eco delle tue parole.
In questo rimpianto,
risuonano come chimere.

Somiglio troppo alle parole che dico
e tu non gli hai cretuto.
Forse perché illusa dal passato amico
che infine ti ha tradito.

Sono qui, accanto a questa porta che sta oscillando.
Sono qui, ti penso mentre ti sto aspettando.

Salvatore Andrea Laconi

L’ombra dell’albero del tempo

February 13th, 2012

Quel che attendi seduto all’ombra di quell’albero,
probabilmente non arriverà mai.
Non disperare.
Troverai comunque altre cose.
Cose che non ti aspettavi di trovare, suggerimenti
sui passi da compiere o semplici soffi di vento
freddo che utilizzerai per forgiare più
impetuosamente la tua anima.
Quella che pensavi esser la chiave del sentimento che cerchi,
era solo l’ombra indistinta dei suoi uomini passati.
E diffido da voi che leggete i nuovi libri, che davanti avete,
con le stesse parole delle precedenti letture.
Siete state ferite talmente da non riuscire a vedere la grandiosità,
la lucentezza, la novità di un qualcosa di puro, di semplice.
Di un qualcosa che cerca quel che dona e null’altro.
Non ha quella foia innaturale e lambisce solo all’amore.
A quel che realmente non conoscete e mai conoscerete,
se continuerete ad ammirare solo il sardonico
e triviale riflesso di un fasullo uomo.
Provate a lasciarvi andare all’ignoto calice,
svuotatevi del passato, delle vostre vesti viola
e aprite il vostro cuore a quel che sentite nelle profondità di
quel che vi resta della vita.

Solo abbandonando i vostri occhi paralizzati,
avrete la sensazione di visioni che non portan rimpianti.
Solo abbandonando i sentieri già percorsi,
avrete l’amore dal quale dissetarvi.

Annullerete gli orizzonti
e vivrete di compositi frammenti,
da cui il calore emanerà indistinti sentimenti.
Essi vi porteranno alla foce dove sarete disgiunti,
effimeri, uniti ed infiniti.
Un tutt’uno con gli altri e con voi stessi.

Anche se nulla celan l’albero e l’ombra,
voi tutto troverete.
L’acqua che dentro vi culla cambia
ma è la stessa e sarà quella in cui v’immergerete.

Salvatore Andrea Laconi

Sento ogni sospiro

February 9th, 2012

Irrequieto per tutto lo sgomento
che mi porto dentro

Ti riscrivo spesso
anche se ti ho cancellato

Rivivo ogni momento
che mi porto dietro.

Quella bianca neve adesso è acqua,
la speranza lieve è offuscata da una macchia
la tua scelta in breve s’è rivelata
una disfatta.

Sento ogni sospiro
in una luce opaca delineata dal destino.

Ho ritagliato quest’angolo di cielo
ho coltivato la nuvola che innaffio quando volo…
Adoro,

questo vento che cambia impronta
al passaggio sfiorato un’anima nuova è nata.
Il dosaggio di lacrime alimenta questa pianta

L’inutilità dell’apparenza che si spezza,
fa emergere l’essenza.

Salvatore Andrea Laconi

Non vuol cadere

February 8th, 2012

Le parole che danzano sopra questo cuore malinconico,
triste e vuoto non servono ad esprimere emozioni.
Le emozioni che danzano sopra queste parole malinconiche,
tristi e vuote arrivano ai cuori di chi vuole ascoltarle.

Non una lacrima cade senza dolore o piacere,
non un gesto mancato cade sopra una futura reazione.

Placa l’ira perché essa è solo fonte di rancore,
placa il rancore sotto questi alberi colmi di neve che non vuol cadere.

Salvatore Andrea Laconi