Archivi per la categoria ‘Società e comunicazione’

Ad Auschwiz c’era l’insegna…

sabato, 19 dicembre 2009

Foto di Auschwiz dalla prima pagina di "la Repubblica" di sabato 19 dicembre 2009

Foto del cancello d'ingresso del campo di concentramento di Auschwiz. (Dalla prima pagina di "la Repubblica" di sabato 19 dicembre 2009)

Il lavoro da oggi rendi liberi. Il passato si cancella sotto una manciata di neve. Chi siamo noi ora? Cosa eravamo? Dove andremo? L’insegna che ci indicava la via è scomparsa, è stata rubata. La memoria ogni giorno vuole essere demolita per lasciar spazio al nuovo che avanza.

Un nuovo che puzza di vecchio. Non dimentichiamo il passato, non lasciamo che venga portato via da un’insegna.

Leggiamolo tra le righe della libertà…

Salvatore Andrea Laconi

Violenza, parole e fame

venerdì, 18 dicembre 2009

Insulti e violenza, violenza ed insulti. Non si parla d’altro. Le parole colpiscono tutti, le parole mostrano ogni giorno la loro forza dirompente. Una persona instabile ha evidenziato l’instabilità della nazione.  Ma il vero problema non sono le statuette, il vero problema è la fame. La gente ha fame.

Qualche giorno fa’ alcune signore della mia città si sono recate dai carabinieri per autodenunciarsi. Avevano rubato da mangiare al supermercato per i loro figli. Non hanno lavoro, i loro mariti non hanno lavoro.

Quante gente si trova in questa situazione? E’ mai possibile? Molte volte ho provato a pensare ad una soluzione, ad un modo per creare occupazione. Ma io nella mia sconfinata ignoranza non ho alcuna risposta…

Il mondo del consumo sta cambiando. Il capitalismo deve cambiar pelle se vuole sopravvivere. La “mentalità” dello spreco e dell’ usa e getta, l’economia che deve sempre crescere e l’inutile PIL forse stanno per morire.

Il mondo deve cambiare direzione oppure la sua fine è inevitabile. L’ambiente ci chiede di cambiare e noi non possiamo far altro che ascoltarlo, altrimenti siamo destinati all’estinzione.

I problemi che abbiamo davanti sono tanti e molto complessi, occorre più cultura per affrontarli e non violenza o parole violente.

Salvatore Andrea Laconi

Network e terroristi mediatici

mercoledì, 16 dicembre 2009

Non posso credere a ciò che sento. Mi pare incredibile che il gesto di un folle venga associato senza alcuna prova a manifestazioni, programmi TV, giornali, politici e giornalisti. Le parole pronunciate dall’On. Fabrizio Cicchitto alla Camera ieri 15 dicembre 2009 non sono accompagnate da nessun fatto che possa provarle. La Camera deve occuparsi di cose reali e non di teorie personali di un politico.

Ciò che temevo sta per essere proposto: leggi speciali. Ho letto che si pensa di limitare le manifestazioni, che si vogliono “regolamentare” blog e streaming video sulla rete.

Cicchito, intestatario della tessera P2 numero 2232, non può usare la Camera e i telegiornali (quasi tutti i giorni) per esporre al mondo le sue teorie. Non è un “teorico” o un commentatore televisivo, è un politico che ci rappresenta, che rappresenta la nazione italiana.

Salvatore Andrea Laconi

La società televisiva e la violenza che l’alimenta

martedì, 15 dicembre 2009

Si respira un clima violento. E’ da tempo che quest’aria inquina la pace. I soldati degli ideali combattono sul nuovo fronte mediatico, le vittime sono i telespettatori. Sono loro la merce da vendere alla miglior società pubblicitaria.

Fatico a comprendere cosa sia reale e cosa non lo sia. Quale sia il fatto, quale l’opinione. Mentre guardo dentro lo schermo come faccio a sapere se ciò che vedo è vero? Come posso difendermi dalle armi dei soldati mediatici?

Staccare la spina sembra essere una buona idea, ma dopo poco tempo questo ti taglia fuori dalla società. Ti isola.
Capita sempre di sentire commenti su una pubblicità, su un telefilm, su un telegiornale. I dialoghi tra la gente si basano molto sulle immagini e i discorsi televisivi, non saper nulla del tele-mondo ti aliena. Come fare allora?

La verità è che non abbiamo alcun mezzo per difenderci da queste armi mediatiche. Le immagini sono molto più forti dell’uomo che le riceve e anche se non vuoi le assorbi comunque, sono ormai parte della società.

La televisione sembra il collante di questa nuova società mediatica, tiene insieme enormi masse di individui altrimenti incontrollabili.

E’ però bastato il gesto di un individuo che non sta dentro i valori condivisi, di un individuo deviante, di un folle. E’ bastato questo soffio di vento per far crollare un equilibrio patetico.

Il clima violento però esiste da tempo, da molto tempo. E’ il cibo principale lanciato ai telespettatori, è l’arma migliore del potere. Il folle gesto ora ci donerà leggi speciali e aggressioni “celerine” giustificate.

A chi pensa che sia un bene o che sia giusto qualche volta usar violenza, non posso che ripetere ciò che Gandhi disse:

<<La nonviolenza è la più grande forza a disposizione dell’umanità. E’ più potente della più potente arma di distruzione che l’ingegno dell’uomo abbia mai escogitato. Quella della distruzione non è la legge degli umani. L’uomo vive liberamente soltanto quando è pronto a morire, se necessario, per mano di suo fratello, mai ad ucciderlo. Ogni delitto o altra offesa commessa o inflitta ad altri, non importa per quale causa, è un crimine contro l’umanità.>>¹

Salvatore Andrea Laconi

¹ M.K. Gandhi, Harijan, 20 luglio 1935, pag.180.

Media-evo

domenica, 13 dicembre 2009

E’ arrivato.
E’ ormai presente in tutte le sue forme.
Il suo simbolo più importante è stato macchiato.
Macchiato da quella violenza più volte usata contro i più deboli, contro gli ultimi. Manifestanti, operai, semplici cittadini l’hanno subita e la subiscono da tempo.
Ora che la vedo dentro gli occhi del potere, la temo ancora di più.
Non esiste niente di più sbagliato, niente di peggio.

La paura è in quel volto, è in questa nazione.

Ormai l’ingranaggio s’è inceppato. Bisogna rispondere con l’inchiostro e il dialogo. Non con le solite accuse e il solito sangue, che portano altra violenza, altri morti.

Bisogna riflettere sul perché di un certo gesto. Bisogna affiancare più foto l’una accanto all’altra. Bisogna chiedersi se il volto magro di Stefano Cucchi e quello colmo di paura dell’uomo più “potente” non siano la strategia del vento della decomposizione di ogni istituzione.

Tutto sembra marcio. Tutto è decadente. E’ il nuovo medioevo che usa i media come arma e tutti gli uomini come vittime.
E’ il “Media-evo” creato dal tele-nichilismo dove mancano precisi valori comuni. Mancano punti di riferimento, lavoro, soldi. Dove quel che non manca sono fame e miseria, accompagnate sempre più spesso da violenza e sangue.

Forse ora avranno la scusa per usare le maniere forti. Forse adesso potranno costruire ampio consenso per approvare leggi vergognose.
Forse…

Spero che qualcuno non si affacci al balcone da un nuovo canale mediale. Spero che tutto sia tenuto insieme per ricominciare in una migliore direzione.

Spero che sia la Costituzione la strada da imboccare.

Salvatore Andrea Laconi