<<La morte non è nel non poter comunicare ma
nel non essere compresi.>>¹
Pasolini è stato un attento osservatore e interprete della realtà che ci circonda, questa frase spiega le motivazioni che mi spingono a scrivere un blog.
Al giorno d’oggi abbiamo a disposizione tantissimi mezzi per comunicare, eppure le idee e i comportamenti della maggioranza di noi sembrano essere uguali, piatti. Credo che molti abbiano dentro di sé idee che si scontrano con quelle comunemente accettate e imposte dai “piani alti” della società. Allora perché questo appiattimento? Forse molti hanno paura di esprimersi, forse credono sia inutile o forse hanno i mezzi ma non le “parole” per comunicare quelle idee.
L’istituzione scolastica dovrebbe fornire gli strumenti adatti all’apprendimento delle parole, invece viene sempre più indebolita in modo che non possa attuare questa sua importante funzione.
La società italiana sembra stia cercando di distruggere la scuola pubblica, tagli economici e insegnanti poco “meritevoli” stanno spianando la strada alla scuola privata. Quel che è peggio è che alcuni ragazzi vivono la propria carriera scolastica come un obbligo che non possiede alcuno scopo.
Anche l’educazione famigliare è in serio pericolo. Le pessime condizioni lavorative dei genitori italiani non permettono di poter dedicare molto tempo ai figli.
L’educazione è affidata alle pubblicità televisive intervallate da cartoni animati o stupidi programmi. Si apprende così come mangiare, come parlare, come giocare, come “vivere”. Si “osserva passivamente” un mondo finto dentro una scatola magica. Diventa cosi sempre più difficile comunicare “realmente”, riuscire a esprimersi, comprendere quello che si ha dentro.
Siamo dentro una “rivoluzione multimediale”, un processo descritto in maniera molto chiara da queste parole di Giovanni Sartori:
<<il video sta trasformando l’homo sapiens prodotto dalla cultura scritta in un homo videns nel quale la parola è spodestata dall’immagine. Tutto diventa visualizzato. Ma in tal caso cosa succede del non-visualizzabile (che è il più)? Cosi mentre ci preoccupiamo di chi controlla i media, non ci avvediamo che è lo strumento in sé e per sé che è scappato di mano.>>²
Possediamo mezzi comunicativi davvero potenti, ma il cervello che li ha creati perde pian piano la sua potenza.
Salvatore Andrea Laconi
¹ Pierpaolo Pasolini, Una disperata vitalità, 1964. Informazione tratta da: http://serviziweb.unimol.it/unimol/allegati/pagine/3133/Invito%20Pasolini%20mostra.pdf
² Giovanni Sartori, Homo videns, ed. Laterza Bari 2007, dall’introduzione a pag.XV.
Tag: cervello, comunicazione, educazione, pasolini, pensiero, realtà, sartori, scuola, società, televisione
[...] Giovanni Sartori nel suo affascinante libro “Homo videns“, né parlai nel primo post: “Comprendere per vivere, vivere per comprendere”, è un concetto che sta alla base di tutto quello che scrivo e scriverò nel mio [...]
Bisogna fare ancora tanta luce sul caso della morte di Pasolini, perchè in queste sue parole si nota un ragionamento molto importante ma sopratutto molto controproducente per gli interessi che girano nel mondo della telecomunicazione!
Complimenti! Un post veramente interessante!!