Tele-vedo, tele-penso, tele-voto (pt.2)

…segue…

Le immagini mostrate nello schermo non devono necessariamente avere un’ “implicazione logica”. Non è detto che una certa immagine possa “legarsi” con quella che segue, che da un’affermazione possa conseguirne un’altra . Chi monta le immagini può decidere se lasciarci liberi di interpretare una certa sequenza, secondo la nostra cultura e le nostre esperienze, oppure decidere di mostrarci solo un’interpretazione, solo il “suo” punto di vista.

Provo a fare un semplice esempio. In una fiction ci viene mostrata una famiglia: padre, madre e figlio all’interno della propria cucina. Viene inquadrata la madre spensierata che conversa con il figlio e il padre stanco e nervoso che taglia delle bistecche sorridendo alla moglie e alla sua bambina. Nella scena successiva si vede la donna che viene aggredita e accoltellata. Dagli elementi che abbiamo non possiamo  sapere chi sia l’aggressore. Se invece nella prima scena non venisse mostrato il sorriso del marito, ma si facesse un primo piano sul coltello che sta usando per tagliare le bistecche, potremmo pensare che l’assassino sia il marito.

Questo semplicissimo esempio ci aiuta a capire come chi monta le immagini abbia un potere immenso: può indurci a vedere quello che vuole. Ho preso in considerazione una fiction, ma l’esempio si potrebbe applicare anche a un telegiornale, a una trasmissione politica o a un documentario.

Se fin da piccoli ci mostrano solo un punto di vista, pensate che con il passare degli anni questo non possa influenzarci? Io credo di si, sopratutto se  tutta una generazione di individui s’informa “solo” attraverso la TV.

continua…

Salvatore Andrea Laconi

Tag: , , , , , , , , , , ,

Lascia un Commento