Articoli marcati con tag ‘costituzione’

Sessantadue anni fa…

domenica, 31 gennaio 2010

Immagine tratta dall'indirizzo: http://xoomer.virgilio.it/sito_della_pace/gndalbum_it.htm

Sono state disperse le ceneri di M.K. Gandhi, morto il 30 gennaio del 1948. Quel che di fisico restava del poeta della non-violenza è volato tra le onde dell’Oceano Indiano al largo del Sudafrica. E’ la terza volta che si ripete il rito, nonostante la tradizione indù preveda questa cerimonia una volta sola.¹

Dov’è finito il pensiero Gandhi? Resta scritto solo tra le pagine dei suoi libri, oppure cerca d’uscire dalle righe per entrare nella nostra società? No, non si riflette nel mondo. Molti Paesi hanno il loro esercito, altri vendono armi, alcuni continuano a fare guerre. La non-violenza vorrebbe un disarmo che pare sempre più lontano, impercettibile, utopico.

Il Costa Rica è il primo Paese al mondo che ha inserito nella sua Costituzione il divieto di formazione di un esercito. Si parla tanto di modificare la nostra bellissima Costituzione, si potrebbe aggiungere questo divieto accanto alle parole “l’Italia ripudia la guerra”.

Non sono un ingenuo, so benissimo quanto sia difficile smettere di combattere usando le armi. Ma se vogliamo che il mondo continui a “girare”, bisogna iniziare a cancellare il sangue della guerra dal nostro modo di vivere.

<<[..]Prima che cominci in Europa un disarmo generale – che prima o poi dovrà essere realizzato, se l’Europa non vuole andare incontro al suicidio – qualche nazione deve avere il coraggio di procedere autonomamente al proprio disarmo, accettando i gravi rischi che ciò comporta.>>²

Salvatore Andrea Laconi

¹ Da la Repubblica del 31 gennaio 2010, pag. 18.

² M.K. Gandhi nel 1925 nel corso di una discussione sulle reazioni politiche alla Prima guerra mondiale. Fonte: http://www.facebook.com/note.php?note_id=49514315518

L’immagine qui sopra è tratta dalla’indirizzo: http://xoomer.virgilio.it/sito_della_pace/gndalbum_it.htm

Sogni, lacrime e parole

lunedì, 4 gennaio 2010

Possiedono parole putride che sporcano il pensiero della gente.
Hanno macchine color cielo per potersi credere “l’onnipotente”.
Sono nani e ballerine danzanti oltre il confine.
Tra pazzia ed illegalità nel curioso buoncostume.

Vogliono distruggere la Costituzione.
Uccidono gli altri poteri e legano al dito il destino delle persone.
Cosa sia la libertà ormai nessuno chiede.
Non si sente, non si racconta. Non vive dentro la televisione.

La nostra Repubblica è fondata sul lavoro.
La loro “politica” soltanto sul denaro.
Polifiosi si credono imperdibili statisti, ma rubano il pensiero.
Assurde marionette regalano troni e vie, nel parco del garofano nero.

Io non sono come voi, non voglio ciò che non mi appartiene.
Noi non siamo come voi, cerchiamo pace e giustizia sociale.
Cerchiamo le parole.

La voce che contrasta il silenzio della coscienza assopita
del “televisore”.
Un individuo ormai chiuso in una prigione di illusione,
in una gabbia di emozione.
Un tale che più non vive, in un vivere che più non è tale.

Cerco i sogni, cerco parole.
Stringo sensi e immagini di cupo, immenso dolore.

Chi siamo noi realmente? Quello che ci mostrano?
Siamo pace, gioia di vivere o ceche palpebre che lacrimano?

Noi siamo ciò che abbiamo dentro,
non quello che ci fanno credere.
Siamo il vuoto pianto di un indistruttibile essere fragile,
che cade dentro le sue parole.
Cavalca con loro per sempre, senza scampo ne’ fine.
Brucia con se stesso per concludere e ricominciare.

Siamo il sogno di noi stessi, non del potere.

Salvatore Andrea Laconi

Media-evo

domenica, 13 dicembre 2009

E’ arrivato.
E’ ormai presente in tutte le sue forme.
Il suo simbolo più importante è stato macchiato.
Macchiato da quella violenza più volte usata contro i più deboli, contro gli ultimi. Manifestanti, operai, semplici cittadini l’hanno subita e la subiscono da tempo.
Ora che la vedo dentro gli occhi del potere, la temo ancora di più.
Non esiste niente di più sbagliato, niente di peggio.

La paura è in quel volto, è in questa nazione.

Ormai l’ingranaggio s’è inceppato. Bisogna rispondere con l’inchiostro e il dialogo. Non con le solite accuse e il solito sangue, che portano altra violenza, altri morti.

Bisogna riflettere sul perché di un certo gesto. Bisogna affiancare più foto l’una accanto all’altra. Bisogna chiedersi se il volto magro di Stefano Cucchi e quello colmo di paura dell’uomo più “potente” non siano la strategia del vento della decomposizione di ogni istituzione.

Tutto sembra marcio. Tutto è decadente. E’ il nuovo medioevo che usa i media come arma e tutti gli uomini come vittime.
E’ il “Media-evo” creato dal tele-nichilismo dove mancano precisi valori comuni. Mancano punti di riferimento, lavoro, soldi. Dove quel che non manca sono fame e miseria, accompagnate sempre più spesso da violenza e sangue.

Forse ora avranno la scusa per usare le maniere forti. Forse adesso potranno costruire ampio consenso per approvare leggi vergognose.
Forse…

Spero che qualcuno non si affacci al balcone da un nuovo canale mediale. Spero che tutto sia tenuto insieme per ricominciare in una migliore direzione.

Spero che sia la Costituzione la strada da imboccare.

Salvatore Andrea Laconi

Democrazia: la migliore forma di organizzazione politica e sociale che abbiamo

giovedì, 5 novembre 2009

La democrazia è molto difficile da definire in maniera completa e chiara. Molti pensatori hanno cercato di spiegare e comprendere a fondo i suoi fondamenti e le sue caratteristiche, io non posso che limitarmi a esprimere semplicemente le mie opinioni e consigliare a tutti la lettura di qualche libro: Gustavo Zagrebrlsky, “Imparare la democrazia” e Giovanni Sartori, “Democrazia. Cosa è“.
Penso che la democrazia sia la migliore forma di organizzazione politica e sociale che abbiamo attualmente a disposizione. Pensate che non si sono mai combattute guerre tra due nazioni “democratiche”. Questo, per il mio modo di concepire il “vivere insieme all’interno di una stessa società”, è una cosa davvero importante. Ritengo la guerra ciò che di più sbagliato possiamo fare, la negazione della civiltà  come la storia stessa ha sempre dimostrato.

La democrazia è il primo passo da compiere per una “pace comune”, obbiettivo al quale ogni individuo dovrebbe aspirare. Ovviamente sono ben consapevole del fatto che i contrasti tra gli uomini non si possono annullare. La contrapposizione fa parte del nostro essere uomini, ci permette di fare passi in avanti e di migliorare noi stessi.  Ma il contrasto e le contrapposizioni possono risolversi con metodi “civili” e non “violenti”. Il dialogo e la discussione sono i semi della democrazia, gli unici che possono far crescere il nostro “futuro” migliorando la nostra dialettica, aiutandoci a comprendere gli altri e trovando insieme soluzioni.

La democrazia non è maggioranza “contro” minoranza, ma maggioranza “per” minoranza.

<<Che cos’è infatti una maggioranza, presa nel suo insieme, se non un individuo che ha opinioni, e il più delle volte interessi, contrari a quelli di un altro individuo, chiamato minoranza? Ora se si ammette che un uomo dotato di onnipotenza possa abusarne a spese dei suoi avversari, perché non si dovrebbe ammettere lo stesso per una maggioranza? Forse che gli uomini, riunendosi, cambiano carattere? Diventando più forti sono diventati più pazienti di fronte agli ostacoli? Per conto mio, non lo credo, e il potere di far tutto, che rifiuto a uno dei miei simili, non lo concederei mai a una pluralità. >>¹

La maggioranza dei cittadini non delega il potere a degli uomini perché questi facciano e dicano ciò che vogliono <<in nome del popolo>>, ma perché questi governino il Paese rappresentando e rispettando “tutti i cittadini”. I politici <<eletti dal popolo>> in maniera democratica non hanno certo in diritto di far quello che vogliono. Hanno invece il dovere di seguire, rispettare e “onorare” la Costituzione e le leggi.

<<Io considero empia e detestabile la massima che in materia di governo la maggioranza di un popolo ha diritto di far tutto, e tuttavia ripongo nella volontà della maggioranza l’origine di tutti i poteri. Sono forse in contraddizione con me stesso?

Esiste una legge che è stata fatta, o almeno adottata, non solo dalla maggioranza di un popolo o un altro, ma dalla maggioranza di tutti gli uomini. Questa è la giustizia.

La giustizia costituisce il limite del diritto di ogni popolo.>>²

Salvatore Andrea Laconi


¹ Alèxis de Toqueville, La dèmocratie en Amérique, Libro II, cap.IV, trad. Guido Paduano. Riportato in appendice nel libro di Gustavo Zagrebelsky, Imparare la democrazia, Roma 2005, L’Espresso Spa, pag. 177.

² Come sopra, pag. 178.