Articoli marcati con tag ‘fascismo’

Quando le lacrime non bastano

venerdì, 29 gennaio 2010

I bambini che giocavano alla morte non avevano più lacrime.
Nel campo non inseguivano un pallone, ma la vita.
Era la vita a correre e spezzarsi tra le sponde del filo spinato,
mentre i pettirossi osservavano muti.
Dall’alto le nuvole chiedevano al cielo:
cos’è un uomo? Cosa vuol dire essere uomini?
In silenzio poi sparivano, nella pioggia delle loro lacrime.
Queste provano a rispondere:
vuol forse dire stare fermi, eseguire gli ordini?
Vuol forse dire ribellarsi, morire per sopravvivere?
Per sopravvivere almeno nell’anima, tra le sue onde.

Ma non c’era il mare tra i campi. Non c’era il sole.
C’era il vuoto.

Il vuoto si chiedeva chi fosse stato a compiere quei gesti, chi?
Non è stato un solo uomo, ma tutti.
Tutti erano indifferenti. Tutti o quasi.
I pochi che lottavano non esistono più.
Nessuno li ricorda. Ammesso che il solo ricordo basti a farli
vivere ancora.
Ma oggi si “vive”? Che vuol dire “vivere”?

Mi guardo intorno e mi chiedo: il mondo di oggi è forse meglio?
L’uomo ora accetta il diverso, non uccide per la paura di non
accettare se stesso?
L’uomo uccide ancora. L’uomo non cambia. E’ “uomo”.
Nel bene e nel male è sempre lui: quando si ribella dai soprusi
e quando volta la faccia o tace.

Non basta ricordare. Bisogna accettarsi e migliorarsi.
Accettar se stessi per accettare gli altri.
Migliorar se stessi per migliorare gli altri.

Quando le lacrime non bastano, non servono, non cadono;
arrivano le parole.
Arrivano le mani che incrociano e scaldano altre mani.
Arrivano gli abbracci che coprono il freddo del domani.
Un domani gelido dove spero non ci siano altri campi.
Dove spero non si sveglino altri muri.
Dove attorno non ci sia la coercizione di un filo tagliente.
La coercizione della mente.

Salvatore Andrea Laconi

Merry X Mas.

venerdì, 25 dicembre 2009

«Siete eredi della non dimenticata Decima Mas». Così l’on. La Russa ricorda il corpo militare che faceva parte della Repubblica Sociale Italiana. Sembra che a Fiuggi non ci sia stata alcuna svolta per il nostro ministro dell’attacco. E’ vergognoso che vengano ricordati i repubblichini e dimenticati troppo spesso i partigiani.

Se ora posso scrivere su questo blog, se voi potete leggere ciò che scrivo, è soltanto perché i fascisti hanno perso. Perché alla dittatura si è preferita la Democrazia.

Come disse una volta Sandro Pertini a Enzo Biagi: << Il fascismo è la negazione della dignità umana.>>¹

Salvatore Andrea Laconi

¹ Enzo Biagi, I quattordici mesi, Rizzoli 2009, pag. 58.

Neo-fascismo, la “lezione” di Borghezio

domenica, 8 novembre 2009

Questa settimana vi propongo un video su una lezione di neo-fascismo. Il “professore” che ci guida nello scoprire questa disgustosa materia è Mario Borghezio della Lega Nord.

Il “padano” distribuisce perle di saggezza tra i neo-fascisti francesi, insegnando loro come ottenere il potere: non bisogna dichiararsi apertamente neo-fascisti ma presentarsi dal basso come movimenti “regionali”. Cosa? Come? Le parole di Borghezio dovrebbero mettere in allarme i “simpatizzanti leghisti”, presenti anche e sempre più qui in Sardegna.

Invito tutti a prestare attenzione alle parole pronunciate nel video e colgo l’occasione per schierarmi “apertamente” contro la Lega Nord.

Salvatore Andrea Laconi

Conoscenza “è” potere (pt.3)

giovedì, 29 ottobre 2009

..segue.

Il problema è molto serio, la stessa realtà potrebbe essere modificata da chi controlla un mezzo di comunicazione. Se noi sapessimo che cosa “realmente” accade in questo Paese, cercheremo di cambiarlo subito. Il potere è quindi legato alla conoscenza, chi sa può andare avanti, chi non sa non può che restare indietro.

Il mezzo che utilizzo permette però di diffondere la conoscenza a velocità impressionanti, interi libri possono arrivare in digitale da qualunque parte del mondo in un solo istante. Posso rendere potenzialmente visibili a tutti foto, video, testi, ma non è tutto oro quello che luccica, anche internet ha molti difetti.

Ad esempio per poter leggere questo blog bisogna conoscerne l’indirizzo; per poter navigare in rete si deve avere un browser; per avere accesso a internet devo stipulare un contratto con una compagnia telefonica; ecc. Se dovessi andare ancora a ritroso non finirei più!

Tutti parlano poi di “rete mondiale” ma in Africa secondo voi hanno internet? In Italia tutte le persone hanno accesso alla rete? Tutti possiamo comprare un P.C.? Insomma occorrono molte cose per avere accesso alla “conoscenza”, ma una più di tutte: le “idee”. Se l’individuo non ha idee può avere il computer più potente di tutti i tempi ma non trasmetterà mai conoscenza agli altri. Da questo deduciamo che la cosa più importante è “studiare”, imparare a scrivere bene e leggere libri. Così soltanto potremmo avere idee da “seminare” nella rete.

Dobbiamo quindi fare in modo che tutti possano studiare, dal più povero al più ricco, tutti quanti.

Bisogna fare esattamente il contrario di ciò che fa il nostro governo: si deve investire nella cultura, nella ricerca, altrimenti per noi non c’è futuro ma solo un nuovo fascismo fatto di ignoranza.

Salvatore Andrea Laconi

Perchè è “necessario” essere antifascisti

martedì, 20 ottobre 2009

Benvenuti nel mio blog.

Ieri ho pubblicato il primo post dove esponevo i miei pensieri riguardo all’importanza della comprensione, dell’educazione e della scuola nella nostra società. E’ giunto il momento di spiegare l’importanza della frase scritta sotto il titolo del blog: ‘ Un blog  ”necessariamente” antifascista ‘, iniziamo parlando del fascismo.

Il fascismo è stato uno dei fenomeni più negativi dello scorso secolo, esso è nato in Italia e si è poi diffuso con varie sfumature in altre parti del mondo intaccando la democrazia. Per alcuni è un fenomeno forse mai esistito, per altri continua a “vivere” e a svilupparsi, per me è importante cercare di definirlo prima di parlarne.

Tra le varie definizioni che mi è capitato di leggere ho deciso di scegliere quella formulata dallo storico italiano Emilio Gentile, la riporto qui di seguito e nei post successivi chiariremo i vari termini che contiene:

<<Il fascismo è un fenomeno politico moderno, nazionalista e rivoluzionario, antiliberale e antimarxista, organizzato in un partito milizia, con una concezione totalitaria della politica e dello Stato, con una ideologia attivistica e antiteoretica, a fondamento mitico, virilistica e antiedonistica,   sacralizzata come religione laica, che afferma il primato assoluto della nazione, intesa come comunità organica etnicamente omogenea, gerarchicamente organizzata in uno Stato corporativo, con una vocazione bellicosa alla politica di grandezza, di potenza e di conquista, mirante alla creazione di un nuovo ordine e di una nuova civiltà.>>¹

Il fascismo è l’opposto della democrazia, priva l’individuo della libertà piegandolo a se con la forza, con la propaganda e non lasciando spazio alle sue idee. Qualcuno potrebbe pensare che oggi siamo in uno Stato democratico e non corriamo più certi rischi, io invece non la penso così. Sento le mie idee minacciate dal sorgere di una nuova politica che vuole comandare e non governare, temo la possibilità della nascita di un nuovo fascismo, più “mediatico” ma altrettanto pericoloso. Il potere è in mano a pochi uomini e solo pochi organi indipendenti possono controbilanciare questa enorme forza.

Da qui nasce la “necessità” di essere contro il fascismo e contro ogni minimo segnale di dittatura.  Ritengo doveroso lottare per preservare i miei diritti e avere una posizione,  non si può prescindere da questa, la mia è una posizione “antifascista”.

Ciò vuol semplicemente dire che credo nella democrazia, nelle possibilità che essa offre all’individuo e nei diritti e doveri che questa comporta. Il mio scopo è quello di comunicare le miei idee cercando d’essere onesto e obbiettivo. Le “armi” che userò saranno le mie poche conoscenze e i libri che hanno arricchito il mio pensiero.

Ringrazio in anticipo tutti quelli che avranno la pazienza di leggere quello che scriverò.

Salvatore Andrea Laconi

¹Emilio Gentile, Fascismo. Storia e interpretazione, Laterza 2007, dall’introduzione alle pag. IX-X.