Riposa nella culla della vecchia civiltà,
dondola in un sonno senza verità.
Senza ricordi, senza vita.
E’ nato lentamente, senza alcuna fretta.
Nessuno sa sé o quando si sveglierà,
ma è sempre con l’uomo e con la sua “umanità”.
Antica paura del “diverso”,
che scende goccia a goccia, sorso a sorso.
E’ il non voler accettar noi stessi,
il non poter guardare l’inconscio e suoi versi.
Scritti nel nostro Id, cancellati dal nostro Super-io.
Letti ad alta voce, difensori del nostro Dio.
Chi siamo noi senza lo specchio degli altri?
Cosa ci divide se non “fisici” frammenti?
Siamo l’ombra del “diverso” e lui è la nostra luce,
ricorda ciò che è stato per volare nella pace.
Cerca di non dimenticare e l’altro cesserà di esserti nemico.
Apprezza quel che hai e coltivalo nel cuore del suo orto.
Siamo tutti diversi,
davanti all’ombra di noi stessi.
Salvatore Andrea Laconi