Articoli marcati con tag ‘guerra’

L’idea invincibile della pace

sabato, 24 aprile 2010

Gino Strada

Hanno provato a gettar bombe nel loro vuoto interiore.
Han trovato la carne spezzata di altre persone.

Eran per lo più bimbi, per lo più anime indifese.
Mentre giocano alla guerra, loro ne fan le spese.

Tra macerie e distruzione si afflosciano i corpi da salvare.
Corpi innocenti che non hanno mai visto il sapore del pane.

I padroni chiedono di dividere le cure tra fazioni,
di distinguere tra razze e religioni.

Perché vogliono vincere con ogni mezzo,
disinteressandosi di sangue e prezzo.

Diffondendo un virus letale,
che non ci può sconfiggere, ma solo ammazzare.

Spariscono i cuccioli dell’uomo dalle strade,
ma l’idea, quella rimane.

L’idea di non accettare la violenza in nessuna forma.
L’idea di salvare tutti senza notar la loro ombra.

Siamo un unico grande legame invincibile.
Siamo la pace, l’unico futuro costruibile.

Salvatore Andrea Laconi

Foto di Gino Strada tratta dalla pagina web: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Gino_Strada.jpg

Sessantadue anni fa…

domenica, 31 gennaio 2010

Immagine tratta dall'indirizzo: http://xoomer.virgilio.it/sito_della_pace/gndalbum_it.htm

Sono state disperse le ceneri di M.K. Gandhi, morto il 30 gennaio del 1948. Quel che di fisico restava del poeta della non-violenza è volato tra le onde dell’Oceano Indiano al largo del Sudafrica. E’ la terza volta che si ripete il rito, nonostante la tradizione indù preveda questa cerimonia una volta sola.¹

Dov’è finito il pensiero Gandhi? Resta scritto solo tra le pagine dei suoi libri, oppure cerca d’uscire dalle righe per entrare nella nostra società? No, non si riflette nel mondo. Molti Paesi hanno il loro esercito, altri vendono armi, alcuni continuano a fare guerre. La non-violenza vorrebbe un disarmo che pare sempre più lontano, impercettibile, utopico.

Il Costa Rica è il primo Paese al mondo che ha inserito nella sua Costituzione il divieto di formazione di un esercito. Si parla tanto di modificare la nostra bellissima Costituzione, si potrebbe aggiungere questo divieto accanto alle parole “l’Italia ripudia la guerra”.

Non sono un ingenuo, so benissimo quanto sia difficile smettere di combattere usando le armi. Ma se vogliamo che il mondo continui a “girare”, bisogna iniziare a cancellare il sangue della guerra dal nostro modo di vivere.

<<[..]Prima che cominci in Europa un disarmo generale – che prima o poi dovrà essere realizzato, se l’Europa non vuole andare incontro al suicidio – qualche nazione deve avere il coraggio di procedere autonomamente al proprio disarmo, accettando i gravi rischi che ciò comporta.>>²

Salvatore Andrea Laconi

¹ Da la Repubblica del 31 gennaio 2010, pag. 18.

² M.K. Gandhi nel 1925 nel corso di una discussione sulle reazioni politiche alla Prima guerra mondiale. Fonte: http://www.facebook.com/note.php?note_id=49514315518

L’immagine qui sopra è tratta dalla’indirizzo: http://xoomer.virgilio.it/sito_della_pace/gndalbum_it.htm

L’ultimo soldato

mercoledì, 23 dicembre 2009

L'ultimo soldato

Si guarda attorno. E’ stordito, attonito. E’ ormai disilluso. Tutti i suoi sensi sono avvolti dalla nausea, la sua mente percepisce soltanto l’inutilità di ciò che accade. Conta: <<un corpo, dieci corpi, cento corpi>>. Si ferma perché non riesce più a contare, la vista scompare tra la nebbia del sangue. Pensa: <<Quel che resta del respiro di giovani anime sognanti>>.

La luce da qui è lontana, il sapore della polvere tra le labbra sembra quasi bagnato…sembra disseti il suo dolore.
Lui è sopravvissuto, ma non è vivo. Probabilmente è più morto degli altri. Lui è solo, i corpi che riposano hanno molta compagnia.

<<Respiro…>>.

Non sono parole di gioia queste che cadono con la neve, non sono residuo di rabbia. Sono soltanto parole di un’arma che ha sbagliato bersaglio, di un soldato che ha esitato incerto.

Il concerto è terminato, la danza della morte ha concluso la sua canzone.
E’ solo.
Non capisce il senso che batte nel petto di chi è morto, non capisce il senso del suo cuore che batte nell’angoscia.

<<Chi sono? Dove credo d’andare? Nessuna luce più mi guida. Cosa mi angoscia? La vita o la morte?>>, è quel che  urla dentro il vento.

<<No non è il cuore che batte  ad angosciarmi, è il fatto di esser solo. Di non essere più nulla, di non essere più vita.>>

Cosi gridava l’ultimo soldato, mentre volava tra le macerie della morte. Il solo sconfitto di una guerra dove tutti sono partiti. Dove tutti sono finalmente uniti dallo stesso ideale.

Gli restava la fame, la puzza della guerra e la sete della sabbia.
Non aveva più niente. Non aveva più un cuore ad aspettarlo.
Un cuore che potesse battere al di fuori del suo petto.

Salvatore Andrea Laconi


L’immagine del post è un’immagine “libera” che è stata modificata. Dalla pagina http://www.imageafter.com/search.php?offset=24&search=war

L’inutilità della guerra

venerdì, 27 novembre 2009

Li vedi muoversi ballando sul buio dei loro generali,
guidati dall’illusione di una falsa speranza e di finti ideali.
Li unisce e divide un’uniforme,
dotata di lacrime in fiamme e di bombe.

Perché combattono? Dove corrono? Da chi fuggono? Loro non lo sanno. Vedono cadere se stessi avvolti in quello scolorito panno.
Il panno della bandiera, del confine,
della differenza tra vivere e morire,
ciò che distingue cos’è bene dal male.

Però gli occhi dei morti che cadono
sono gli stessi di quelli che in bilico restano,
tra tristezza e compassione,
dove non esiste il sentimento della ragione.
Resta la voglia di correre e fuggire….
ma tutto è statico, è fermo nell’orrore.

Alla fine cosa resta se non cadaveri di macerie
dove non puoi ricostruire, non puoi ricominciare.

Morte, miseria, morte disperazione.
Fabbriche di giocattoli che sparano con le mani del potere.
Macchinine di latta che danno adito a nuove marionette nere,
a nuove bambole, a nuovi ideali,
retrocedono le anime con i loro pensieri.

A cosa serve sparare per uccidere un uomo?
Rispondimi soldato illuso, rispondimi soldato solo.
A cosa serve distruggere ancora?
A che serve lasciare vuoto nella memoria
un nuovo morto,
un nuovo volto?

Non ci sono risposte se non una soltanto:
a niente serve uccidere, distruggere e aver pianto.

Salvatore Andrea Laconi