Articoli marcati con tag ‘laconi’

Acqua arida

sabato, 10 luglio 2010

Acqua arida

Ho visto un respiro diventare luce per poi trasformarsi in seme.
Ho immaginato un futuro di pace ma è stato oscurato da una voce di regime.

Una pianta è morta sul nascere,
la punta di una pallottola ha deciso cosa deve crescere:

l’aridità.

Il pianto dei giovani soldati ancora bambini non dev’essere ascoltato,
il volto di una madre senza ali, non potrà essere dipinto.

E’ il loro gioco. Un gioco arido.
E’ il loro canto, un canto macabro.

Se solo avessero un specchio, forse potrebbero vedersi…
se soltanto ascoltassero il racconto che han dentro, potrebbero fermarsi.

Ma l’aridità è più forte.
Non necessita di niente.

Almeno in apparenza…

Lei non vuole la sostanza,
la sostanza della vita.

Chiede solo il suo sangue: questa è la sua linfa.

Salvatore Andrea Laconi

Quello che è Stato…

domenica, 23 maggio 2010

Giovanni Falcone

Le strade si aprirono sventrate dal tumore mafioso.
Molte anime sparirono tra l’indifferenza di uno Stato silenzioso.

Ora siamo maggiorenni e stanchi. Pronti alla rivoluzione.
Siamo vivi e tanti. Ci chiamiamo tutti Giovanni. Giovanni Falcone.

Salvatore Andrea Laconi

Lo scorrere del sogno

venerdì, 9 aprile 2010

Lo osservi attingere dall’interno del tuo cuore ogni prelibatezza.
Adori mordere il bordo della nuvola che né forma l’inconsistenza.
Il profumo che lo compone ti entusiasma di certezze.
Il piacevole rumore del tatto è il fantasma delle tue carezze.

Il tempo vacilla nello scorrere del sogno.
Quello che cerchi è ciò di cui non hai bisogno.

Salvatore Andrea Laconi

La farfalla vola senz’ali

giovedì, 1 aprile 2010

Frida Kahlo

Legata al tuo letto di fiori rossi,
non giaci ma voli tra i colori più mossi.
Non bastano le ossa spezzate,
non servono le urla straziate.
Tu sei viva. Viva e libera
più dei volti e degli sguardi del cielo.
Sei viva. Alimentata da un cuore segnato dal suo volo,
dal suo corpo a pezzi com’è il tuo,
dalla furia dei versi del tuo io.

Chi teme la vita accarezza la morte,
chi accarezza la tela è andato già oltre.
Noi ti possiamo vedere ogni giorno,
noi ti sentiamo.
Ti prendiamo per vivere un sogno
che non abbiamo.

Salvatore Andrea Laconi

Briciole di un sogno…

lunedì, 1 marzo 2010

Speravo in un futuro, guardavo in un presente incerto.
Ora  invece soffro perché mi rendo conto.

Mi accorgo che tutto è stato inutile i progetti sono andati in fumo.
Dovunque volgo lo sguardo non vedo che miseria,
fame, lacrime. Dolore.

Siamo in piedi solo perché loro ci permettano di comprare,
siamo vivi solo perché utili alla causa del commercio globale.

Ieri è oggi, domani è ieri, tutto sembra uguale a se stesso.
Mi sento vivo solo quando sfoglio l’universo,
non m’importa di ciò che voi dite.
Non voglio la decadenza delle vostre vite.

Io sono quello che leggo e leggo per cambiare quel che sono.
Restate abbagliati dal vostro schermo,
io mi prendo il tempo ed il futuro.

Salvatore Andrea Laconi