Articoli marcati con tag ‘lavoro’

Sogni, lacrime e parole

lunedì, 4 gennaio 2010

Possiedono parole putride che sporcano il pensiero della gente.
Hanno macchine color cielo per potersi credere “l’onnipotente”.
Sono nani e ballerine danzanti oltre il confine.
Tra pazzia ed illegalità nel curioso buoncostume.

Vogliono distruggere la Costituzione.
Uccidono gli altri poteri e legano al dito il destino delle persone.
Cosa sia la libertà ormai nessuno chiede.
Non si sente, non si racconta. Non vive dentro la televisione.

La nostra Repubblica è fondata sul lavoro.
La loro “politica” soltanto sul denaro.
Polifiosi si credono imperdibili statisti, ma rubano il pensiero.
Assurde marionette regalano troni e vie, nel parco del garofano nero.

Io non sono come voi, non voglio ciò che non mi appartiene.
Noi non siamo come voi, cerchiamo pace e giustizia sociale.
Cerchiamo le parole.

La voce che contrasta il silenzio della coscienza assopita
del “televisore”.
Un individuo ormai chiuso in una prigione di illusione,
in una gabbia di emozione.
Un tale che più non vive, in un vivere che più non è tale.

Cerco i sogni, cerco parole.
Stringo sensi e immagini di cupo, immenso dolore.

Chi siamo noi realmente? Quello che ci mostrano?
Siamo pace, gioia di vivere o ceche palpebre che lacrimano?

Noi siamo ciò che abbiamo dentro,
non quello che ci fanno credere.
Siamo il vuoto pianto di un indistruttibile essere fragile,
che cade dentro le sue parole.
Cavalca con loro per sempre, senza scampo ne’ fine.
Brucia con se stesso per concludere e ricominciare.

Siamo il sogno di noi stessi, non del potere.

Salvatore Andrea Laconi

Violenza, parole e fame

venerdì, 18 dicembre 2009

Insulti e violenza, violenza ed insulti. Non si parla d’altro. Le parole colpiscono tutti, le parole mostrano ogni giorno la loro forza dirompente. Una persona instabile ha evidenziato l’instabilità della nazione.  Ma il vero problema non sono le statuette, il vero problema è la fame. La gente ha fame.

Qualche giorno fa’ alcune signore della mia città si sono recate dai carabinieri per autodenunciarsi. Avevano rubato da mangiare al supermercato per i loro figli. Non hanno lavoro, i loro mariti non hanno lavoro.

Quante gente si trova in questa situazione? E’ mai possibile? Molte volte ho provato a pensare ad una soluzione, ad un modo per creare occupazione. Ma io nella mia sconfinata ignoranza non ho alcuna risposta…

Il mondo del consumo sta cambiando. Il capitalismo deve cambiar pelle se vuole sopravvivere. La “mentalità” dello spreco e dell’ usa e getta, l’economia che deve sempre crescere e l’inutile PIL forse stanno per morire.

Il mondo deve cambiare direzione oppure la sua fine è inevitabile. L’ambiente ci chiede di cambiare e noi non possiamo far altro che ascoltarlo, altrimenti siamo destinati all’estinzione.

I problemi che abbiamo davanti sono tanti e molto complessi, occorre più cultura per affrontarli e non violenza o parole violente.

Salvatore Andrea Laconi

Conoscenza “è” potere (pt.2)

mercoledì, 28 ottobre 2009

..segue.

Ovviamente io non ho le risposte a queste domande, ma sono sicuro che è il singolo individuo a decidere. Il singolo decide di abbandonarsi al ricatto del politico, se piegarsi o meno allo scambio di voti con favori. L’individuo però è debole, molte volte crede di non poter fare a meno dei compromessi,  la società è cosi e lui si deve adattare all’ambiente.

Ma davvero non si ha scelta? No, io non credo, si ha sempre scelta. Molti scelgono di non piegarsi e usano i mezzi che possiedono per reagire.

Arriviamo però al titolo di questi post: “Conoscenza ‘è’ potere”. Molti non hanno idea che le cose non devono funzionare per forza cosi, non sanno di avere un’ altra scelta o hanno paura che essa sia troppo dolorosa. Ma se solo potessimo accedere tutti alla conoscenza, se solo sapessimo di più, tutto questo lo  potremmo cambiare.

Il problema è che la maggior parte di noi s’informa con la TV, lei è la loro “bibbia”. Ma chi si nasconde dietro, chi la controlla?  I canali televisivi pubblici li controlla il governo, quelli privati (per la maggior parte) un solo individuo. Si dice che la competizione tra pubblico e privato porti ad un generale miglioramento della qualità, forse se questi sono gestisti da persone diverse… forse, ma non è detto.

Quindi la conoscenza, le informazioni vengono fornite da uno o pochi individui. Ma qual’è il problema? Il problema è che dicono e mostrano quello che vogliono e non quello che è utile per noi, fanno cioè quello che permette loro di mantenere il potere.

-Continua…-

Salvatore Andrea Laconi

Conoscenza “è” potere (pt.1)

martedì, 27 ottobre 2009

Chi ha più potere? L’uomo che detiene la più alta carica in uno Stato? Il banchiere più influente? Il padrone di una multinazionale?

Partiamo dal chiederci cosa sia davvero importante nel vivere quotidiano. Tralasciando la parte affettiva e dirigendoci verso le cose più materiali, cosa ci permette di spostarci tra i vari scalini della piramide di questa società? Probabilmente il lavoro, una delle cose più necessarie per l’uomo e addirittura il fondamento dello Stato Italiano.

Il lavoro al suo interno è molto stratificato, la sua differenziazione ci permette di progredire e ci consente di specializzarci in un determinato settore. La specializzazione  è data dalla nostra preparazione tecnico/intellettuale, ma come si scelgono gli individui più preparati?

La conoscenza e l’esperienza  sono fattori importarti e il criterio meritocratico sembra essere il migliore per classificare gli individui e “posizionarli” all’interno del mondo del lavoro.

Nella nostra nazione però capita che questo criterio venga spesso messo in secondo piano per dar spazio ad altre cose più “importanti”, in un certo senso più legate all’affetto che alle competenze. Ciò comporta moltissimi problemi: un azienda, una banca, un governo, potrebbero essere guidati da un individuo completamente impreparato.

Come si può cambiare questo stato di cose? Come si possono modificare questi criteri di scelta?

-Continua…-

Salvatore Andrea Laconi