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Resistere e sognare

giovedì, 31 dicembre 2009

Foto - www.salaconi.it - Resistere e sognare

Non ho mai conosciuto un partigiano.
Non ho mai visto nessuno lottare per ciò in cui crede.
Non ho mai guardato nessuno mentre scriveva una poesia.
Non sono mai stato accanto a un uomo mentre moriva.

Non ho mai combattuto nelle piazze, nei prati, nelle strade e nei Paesi dove i nazifascisti hanno trucidato donne e bambini
senza alcuna pietà.
Non ho mai visto Sandro Pertini.
Non sono mai potuto andare a un concerto di Fabrizio De Andrè.
Non ho conosciuto Antonio Gramsci e nemmeno Enrico Berlinguer.

Non ho mai incontrato Enzo Biagi e Indro Montanelli.
Nessuno mi ha mai parlato in maniera chiara
di Garibaldi e Mazzini.
Non sento mai nessuno palpare con
le labbra la parola “Resistenza”.
Nessuno mi ha mai detto cosa accadde a
Cefalonia e a Monte Sole.

Nessuno s’interessa di quello che la TV non dice.
Nessuno porta sottobraccio dei libri che ha scelto liberamente.
Nessuno mi vuol spiegare perché
hanno ucciso Falcone e Borsellino.
Nessuno vuole indagare sulla loro morte.
Nessuno capisce che la politica deve avere le mani
pulite per poter parlare al cuore della gente.

Qualcuno ha lottato perché io potessi respirare
e scrivere quel che penso.
Qualcuno ha scritto libri per trasmettere a tutti
quel che non si può dire.
Qualcuno pensa per conto suo e scrive per conto di tutti.

Qualcuno ha ancora voglia di lottare e resistere.
Io ho voglia di resistere e sognare.

Salvatore Andrea Laconi

Conoscenza “è” potere (pt.3)

giovedì, 29 ottobre 2009

..segue.

Il problema è molto serio, la stessa realtà potrebbe essere modificata da chi controlla un mezzo di comunicazione. Se noi sapessimo che cosa “realmente” accade in questo Paese, cercheremo di cambiarlo subito. Il potere è quindi legato alla conoscenza, chi sa può andare avanti, chi non sa non può che restare indietro.

Il mezzo che utilizzo permette però di diffondere la conoscenza a velocità impressionanti, interi libri possono arrivare in digitale da qualunque parte del mondo in un solo istante. Posso rendere potenzialmente visibili a tutti foto, video, testi, ma non è tutto oro quello che luccica, anche internet ha molti difetti.

Ad esempio per poter leggere questo blog bisogna conoscerne l’indirizzo; per poter navigare in rete si deve avere un browser; per avere accesso a internet devo stipulare un contratto con una compagnia telefonica; ecc. Se dovessi andare ancora a ritroso non finirei più!

Tutti parlano poi di “rete mondiale” ma in Africa secondo voi hanno internet? In Italia tutte le persone hanno accesso alla rete? Tutti possiamo comprare un P.C.? Insomma occorrono molte cose per avere accesso alla “conoscenza”, ma una più di tutte: le “idee”. Se l’individuo non ha idee può avere il computer più potente di tutti i tempi ma non trasmetterà mai conoscenza agli altri. Da questo deduciamo che la cosa più importante è “studiare”, imparare a scrivere bene e leggere libri. Così soltanto potremmo avere idee da “seminare” nella rete.

Dobbiamo quindi fare in modo che tutti possano studiare, dal più povero al più ricco, tutti quanti.

Bisogna fare esattamente il contrario di ciò che fa il nostro governo: si deve investire nella cultura, nella ricerca, altrimenti per noi non c’è futuro ma solo un nuovo fascismo fatto di ignoranza.

Salvatore Andrea Laconi

Siamo liberi di scegliere?

mercoledì, 21 ottobre 2009

L’argomento di cui voglio parlare oggi è la libertà di scelta. Quando scegliamo siamo liberi? L’opinione che ci aiuta a scegliere da dove nasce?

Per poter scegliere dobbiamo essere informati, per essere informati dobbiamo leggere. Questo per me è un punto fermo, la televisione non è una fonte “attendibile” d’informazione. I canali commerciali sono, lo sappiamo bene, in mano a un solo individuo e quelli pubblici sono controllati, in Italia, dalla politica.  Ragion per cui non ci possiamo fidare della TV!

Consiglio a tutti di leggere qualche giornale, ma sopratutto consiglio fermamente la lettura di libri. Quando ascoltiamo la maggior parte di quello che rapidamente  entra nelle nostre orecchie, altrettanto rapidamente esce. Quando invece leggiamo, le cose restano più impresse nella nostra memoria e se non capiamo possiamo sempre rileggere.

Se guardiamo la televisione “assorbiamo” ogni genere di immagine che ci viene proposta, un “flusso continuo” che non ci dà il tempo di riflettere, che non ha una logica. Quando leggiamo abbiamo la possibilità di “astrarre”, di immaginare, di creare nella nostra mente un nuovo mondo. Possiamo essere dovunque, essere chiunque. Seguiamo un discorso necessariamente logico dove lo scrittore ci prende per mano descrivendoci il suo universo, lasciandoci liberi di scegliere tra vari punti di vista, fornendoci la possibilità di “immaginare”.

La TV ci mostra quello che il suo padrone vuole che sia visto e non permette di avere, a mio avviso, punti di vista differenti dal suo. Quindi se un individuo guarda solo la televisione e con essa s’informa, che opinione potrà avere delle cose che lo circondano  se non quella del padrone?

Salvatore Andrea Laconi