La democrazia è molto difficile da definire in maniera completa e chiara. Molti pensatori hanno cercato di spiegare e comprendere a fondo i suoi fondamenti e le sue caratteristiche, io non posso che limitarmi a esprimere semplicemente le mie opinioni e consigliare a tutti la lettura di qualche libro: Gustavo Zagrebrlsky, “Imparare la democrazia” e Giovanni Sartori, “Democrazia. Cosa è“.
Penso che la democrazia sia la migliore forma di organizzazione politica e sociale che abbiamo attualmente a disposizione. Pensate che non si sono mai combattute guerre tra due nazioni “democratiche”. Questo, per il mio modo di concepire il “vivere insieme all’interno di una stessa società”, è una cosa davvero importante. Ritengo la guerra ciò che di più sbagliato possiamo fare, la negazione della civiltà come la storia stessa ha sempre dimostrato.
La democrazia è il primo passo da compiere per una “pace comune”, obbiettivo al quale ogni individuo dovrebbe aspirare. Ovviamente sono ben consapevole del fatto che i contrasti tra gli uomini non si possono annullare. La contrapposizione fa parte del nostro essere uomini, ci permette di fare passi in avanti e di migliorare noi stessi. Ma il contrasto e le contrapposizioni possono risolversi con metodi “civili” e non “violenti”. Il dialogo e la discussione sono i semi della democrazia, gli unici che possono far crescere il nostro “futuro” migliorando la nostra dialettica, aiutandoci a comprendere gli altri e trovando insieme soluzioni.
La democrazia non è maggioranza “contro” minoranza, ma maggioranza “per” minoranza.
<<Che cos’è infatti una maggioranza, presa nel suo insieme, se non un individuo che ha opinioni, e il più delle volte interessi, contrari a quelli di un altro individuo, chiamato minoranza? Ora se si ammette che un uomo dotato di onnipotenza possa abusarne a spese dei suoi avversari, perché non si dovrebbe ammettere lo stesso per una maggioranza? Forse che gli uomini, riunendosi, cambiano carattere? Diventando più forti sono diventati più pazienti di fronte agli ostacoli? Per conto mio, non lo credo, e il potere di far tutto, che rifiuto a uno dei miei simili, non lo concederei mai a una pluralità. >>¹
La maggioranza dei cittadini non delega il potere a degli uomini perché questi facciano e dicano ciò che vogliono <<in nome del popolo>>, ma perché questi governino il Paese rappresentando e rispettando “tutti i cittadini”. I politici <<eletti dal popolo>> in maniera democratica non hanno certo in diritto di far quello che vogliono. Hanno invece il dovere di seguire, rispettare e “onorare” la Costituzione e le leggi.
<<Io considero empia e detestabile la massima che in materia di governo la maggioranza di un popolo ha diritto di far tutto, e tuttavia ripongo nella volontà della maggioranza l’origine di tutti i poteri. Sono forse in contraddizione con me stesso?
Esiste una legge che è stata fatta, o almeno adottata, non solo dalla maggioranza di un popolo o un altro, ma dalla maggioranza di tutti gli uomini. Questa è la giustizia.
La giustizia costituisce il limite del diritto di ogni popolo.>>²
Salvatore Andrea Laconi
¹ Alèxis de Toqueville, La dèmocratie en Amérique, Libro II, cap.IV, trad. Guido Paduano. Riportato in appendice nel libro di Gustavo Zagrebelsky, Imparare la democrazia, Roma 2005, L’Espresso Spa, pag. 177.
² Come sopra, pag. 178.
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