Articoli marcati con tag ‘poesia’

Acqua arida

sabato, 10 luglio 2010

Acqua arida

Ho visto un respiro diventare luce per poi trasformarsi in seme.
Ho immaginato un futuro di pace ma è stato oscurato da una voce di regime.

Una pianta è morta sul nascere,
la punta di una pallottola ha deciso cosa deve crescere:

l’aridità.

Il pianto dei giovani soldati ancora bambini non dev’essere ascoltato,
il volto di una madre senza ali, non potrà essere dipinto.

E’ il loro gioco. Un gioco arido.
E’ il loro canto, un canto macabro.

Se solo avessero un specchio, forse potrebbero vedersi…
se soltanto ascoltassero il racconto che han dentro, potrebbero fermarsi.

Ma l’aridità è più forte.
Non necessita di niente.

Almeno in apparenza…

Lei non vuole la sostanza,
la sostanza della vita.

Chiede solo il suo sangue: questa è la sua linfa.

Salvatore Andrea Laconi

Quello che è Stato…

domenica, 23 maggio 2010

Giovanni Falcone

Le strade si aprirono sventrate dal tumore mafioso.
Molte anime sparirono tra l’indifferenza di uno Stato silenzioso.

Ora siamo maggiorenni e stanchi. Pronti alla rivoluzione.
Siamo vivi e tanti. Ci chiamiamo tutti Giovanni. Giovanni Falcone.

Salvatore Andrea Laconi

L’idea invincibile della pace

sabato, 24 aprile 2010

Gino Strada

Hanno provato a gettar bombe nel loro vuoto interiore.
Han trovato la carne spezzata di altre persone.

Eran per lo più bimbi, per lo più anime indifese.
Mentre giocano alla guerra, loro ne fan le spese.

Tra macerie e distruzione si afflosciano i corpi da salvare.
Corpi innocenti che non hanno mai visto il sapore del pane.

I padroni chiedono di dividere le cure tra fazioni,
di distinguere tra razze e religioni.

Perché vogliono vincere con ogni mezzo,
disinteressandosi di sangue e prezzo.

Diffondendo un virus letale,
che non ci può sconfiggere, ma solo ammazzare.

Spariscono i cuccioli dell’uomo dalle strade,
ma l’idea, quella rimane.

L’idea di non accettare la violenza in nessuna forma.
L’idea di salvare tutti senza notar la loro ombra.

Siamo un unico grande legame invincibile.
Siamo la pace, l’unico futuro costruibile.

Salvatore Andrea Laconi

Foto di Gino Strada tratta dalla pagina web: http://it.wikipedia.org/wiki/File:Gino_Strada.jpg

Lo scorrere del sogno

venerdì, 9 aprile 2010

Lo osservi attingere dall’interno del tuo cuore ogni prelibatezza.
Adori mordere il bordo della nuvola che né forma l’inconsistenza.
Il profumo che lo compone ti entusiasma di certezze.
Il piacevole rumore del tatto è il fantasma delle tue carezze.

Il tempo vacilla nello scorrere del sogno.
Quello che cerchi è ciò di cui non hai bisogno.

Salvatore Andrea Laconi

Quando le lacrime non bastano

venerdì, 29 gennaio 2010

I bambini che giocavano alla morte non avevano più lacrime.
Nel campo non inseguivano un pallone, ma la vita.
Era la vita a correre e spezzarsi tra le sponde del filo spinato,
mentre i pettirossi osservavano muti.
Dall’alto le nuvole chiedevano al cielo:
cos’è un uomo? Cosa vuol dire essere uomini?
In silenzio poi sparivano, nella pioggia delle loro lacrime.
Queste provano a rispondere:
vuol forse dire stare fermi, eseguire gli ordini?
Vuol forse dire ribellarsi, morire per sopravvivere?
Per sopravvivere almeno nell’anima, tra le sue onde.

Ma non c’era il mare tra i campi. Non c’era il sole.
C’era il vuoto.

Il vuoto si chiedeva chi fosse stato a compiere quei gesti, chi?
Non è stato un solo uomo, ma tutti.
Tutti erano indifferenti. Tutti o quasi.
I pochi che lottavano non esistono più.
Nessuno li ricorda. Ammesso che il solo ricordo basti a farli
vivere ancora.
Ma oggi si “vive”? Che vuol dire “vivere”?

Mi guardo intorno e mi chiedo: il mondo di oggi è forse meglio?
L’uomo ora accetta il diverso, non uccide per la paura di non
accettare se stesso?
L’uomo uccide ancora. L’uomo non cambia. E’ “uomo”.
Nel bene e nel male è sempre lui: quando si ribella dai soprusi
e quando volta la faccia o tace.

Non basta ricordare. Bisogna accettarsi e migliorarsi.
Accettar se stessi per accettare gli altri.
Migliorar se stessi per migliorare gli altri.

Quando le lacrime non bastano, non servono, non cadono;
arrivano le parole.
Arrivano le mani che incrociano e scaldano altre mani.
Arrivano gli abbracci che coprono il freddo del domani.
Un domani gelido dove spero non ci siano altri campi.
Dove spero non si sveglino altri muri.
Dove attorno non ci sia la coercizione di un filo tagliente.
La coercizione della mente.

Salvatore Andrea Laconi