Articoli marcati con tag ‘televisione’

La società televisiva e la violenza che l’alimenta

martedì, 15 dicembre 2009

Si respira un clima violento. E’ da tempo che quest’aria inquina la pace. I soldati degli ideali combattono sul nuovo fronte mediatico, le vittime sono i telespettatori. Sono loro la merce da vendere alla miglior società pubblicitaria.

Fatico a comprendere cosa sia reale e cosa non lo sia. Quale sia il fatto, quale l’opinione. Mentre guardo dentro lo schermo come faccio a sapere se ciò che vedo è vero? Come posso difendermi dalle armi dei soldati mediatici?

Staccare la spina sembra essere una buona idea, ma dopo poco tempo questo ti taglia fuori dalla società. Ti isola.
Capita sempre di sentire commenti su una pubblicità, su un telefilm, su un telegiornale. I dialoghi tra la gente si basano molto sulle immagini e i discorsi televisivi, non saper nulla del tele-mondo ti aliena. Come fare allora?

La verità è che non abbiamo alcun mezzo per difenderci da queste armi mediatiche. Le immagini sono molto più forti dell’uomo che le riceve e anche se non vuoi le assorbi comunque, sono ormai parte della società.

La televisione sembra il collante di questa nuova società mediatica, tiene insieme enormi masse di individui altrimenti incontrollabili.

E’ però bastato il gesto di un individuo che non sta dentro i valori condivisi, di un individuo deviante, di un folle. E’ bastato questo soffio di vento per far crollare un equilibrio patetico.

Il clima violento però esiste da tempo, da molto tempo. E’ il cibo principale lanciato ai telespettatori, è l’arma migliore del potere. Il folle gesto ora ci donerà leggi speciali e aggressioni “celerine” giustificate.

A chi pensa che sia un bene o che sia giusto qualche volta usar violenza, non posso che ripetere ciò che Gandhi disse:

<<La nonviolenza è la più grande forza a disposizione dell’umanità. E’ più potente della più potente arma di distruzione che l’ingegno dell’uomo abbia mai escogitato. Quella della distruzione non è la legge degli umani. L’uomo vive liberamente soltanto quando è pronto a morire, se necessario, per mano di suo fratello, mai ad ucciderlo. Ogni delitto o altra offesa commessa o inflitta ad altri, non importa per quale causa, è un crimine contro l’umanità.>>¹

Salvatore Andrea Laconi

¹ M.K. Gandhi, Harijan, 20 luglio 1935, pag.180.

Dove danzano le anime

domenica, 29 novembre 2009

Mi guardo intorno e vedo una moltitudine di visi, di colori.
Sento un’incredibile quantità di voci, di suoni.
Sotto la mia finestra parlan lingue che non conosco,
che cerco di capire ma non capisco, non posso.
Ma le adoro. Sono il segno del tempo.
Della vastità di culture il suono, il nuovo frammento.

Suoni, colori, visi e voci.
Veli, canzoni, danze  e croci,
tutto può stare insieme.
Tutto può esser condiviso e germoglio di un nuovo seme.
Mille lingue, mille bandiere.

Bandiere… Questo simbolo che bene non mi riesce di comprendere,
che vuol dire? Cosa sta a difendere?
Un confine irreale, immaginario,
in un mondo sconfinato, un universo vario.

Però ascolto, ammiro. Vado verso un altro luogo,
dove tutto è uguale:
stessa lingua, stesso scorrer del canto lineare.

Sembra lontano, non posso toccarlo.
Posso guardarlo e soltanto intuirlo.
E’ una scatola che necessita sempre del suo filo.
Una cupola di gomitoli dove domina il padrino.

E’ l’irreale guida di tutte le scelte.
Quello che appare non si sfiora al danzar delle marionette.

E’ il nuovo dio al quale ti devi piegare,
la nuova preghiera da udire, la nuova religione.

Mentre la mente è piegata a se stessa senza ragione,
possiamo vedere in diretta l’inizio della nostra fine.

Televisione.

Salvatore Andrea Laconi

Pasolini e il potere della televisione

lunedì, 23 novembre 2009

Il video che propongo questa settimana riguarda il potere.

La televisione e il potere.

Ascoltiamo cosa pensava uno dei  più grandi intellettuali italiani: Pasolini.

Salvatore Andrea Laconi


Tele-vedo, tele-penso, tele-voto (pt.3)

domenica, 22 novembre 2009

…segue…

Il mio intento non è quello di demonizzare la televisione come “mezzo di comunicazione”, ma quello di evidenziare come questa possa modificare la nostra percezione della realtà. Ogni tipo di “medium”, di mediatore tra noi e la realtà, ha questo potere: un semplice messaggero, la radio, la TV, internet.

Il sociologo Marshall McLuhan sosteneva che <<il medium è il messaggio>>, Pasolini diceva: <<È attraverso lo spirito della televisione che si manifesta in concreto lo spirito del nuovo potere>>¹.

Quello che McLuhan portò alla luce fu l’importanza dei “criteri strutturali” in base ai quali si organizza l’informazione in un medium e non il messaggio che questo veicola. Prima di questa sua idea si studiavano semplicemente i messaggi trasmessi dal medium e non il tipo di struttura del mezzo di comunicazione. Pasolini più volte parlò della potenza dirompente e omologat¹ Pierpaolo Pasolini, “Corriere della Sera”, 9 dicembre 1973. Si può trovare l’articolo presso il seguente indirizzo: http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaP/Pasolini_01.htmrice della televisione, disse anche che questa era più potente del fascismo e avrebbe “bruttato” per sempre l’anima del nostro popolo.

Disse queste cose quasi quaranta anni fa e credo avesse in parte ragione. A quei tempi però esisteva soltanto la TV di Stato e non quella commerciale e, cosa molto importante, questa non era controllata quasi interamente da un solo individuo.

Se il medium televisivo “è” quindi il messaggio, se tramite esso si manifesta concretamente il nuovo potere e se è il potere stesso a controllare il mezzo di comunicazione, dobbiamo o no prestare molta attenzione alla televisione?

Salvatore Andrea Laconi

¹ Pierpaolo Pasolini, “Corriere della Sera”, 9 dicembre 1973. Si può trovare l’articolo presso il seguente indirizzo:http://www.filosofico.net/Antologia_file/AntologiaP/Pasolini_01.htm

Tele-vedo, tele-penso, tele-voto (pt.2)

sabato, 21 novembre 2009

…segue…

Le immagini mostrate nello schermo non devono necessariamente avere un’ “implicazione logica”. Non è detto che una certa immagine possa “legarsi” con quella che segue, che da un’affermazione possa conseguirne un’altra . Chi monta le immagini può decidere se lasciarci liberi di interpretare una certa sequenza, secondo la nostra cultura e le nostre esperienze, oppure decidere di mostrarci solo un’interpretazione, solo il “suo” punto di vista.

Provo a fare un semplice esempio. In una fiction ci viene mostrata una famiglia: padre, madre e figlio all’interno della propria cucina. Viene inquadrata la madre spensierata che conversa con il figlio e il padre stanco e nervoso che taglia delle bistecche sorridendo alla moglie e alla sua bambina. Nella scena successiva si vede la donna che viene aggredita e accoltellata. Dagli elementi che abbiamo non possiamo  sapere chi sia l’aggressore. Se invece nella prima scena non venisse mostrato il sorriso del marito, ma si facesse un primo piano sul coltello che sta usando per tagliare le bistecche, potremmo pensare che l’assassino sia il marito.

Questo semplicissimo esempio ci aiuta a capire come chi monta le immagini abbia un potere immenso: può indurci a vedere quello che vuole. Ho preso in considerazione una fiction, ma l’esempio si potrebbe applicare anche a un telegiornale, a una trasmissione politica o a un documentario.

Se fin da piccoli ci mostrano solo un punto di vista, pensate che con il passare degli anni questo non possa influenzarci? Io credo di si, sopratutto se  tutta una generazione di individui s’informa “solo” attraverso la TV.

continua…

Salvatore Andrea Laconi